Factoring e Reverse factoring: come migliorare il rating al 31/12

Strumenti ideali per “pulire” il bilancio nei crediti verso clienti e nei debiti verso fornitori

I termini “chiave” per migliorare il rating di un’impresa a fine anno, quindi fino al 31 dicembre, sono factoring e reverse factoring, due operazioni che possono essere svolte sia in forma tradizionale (con istituti di credito) che in forma digitale (ricorrendo al mondo fintech), grazie alle vantaggiose e numerose collaborazioni che SA Finance ha stretto in questi anni con i principali player finanziari di entrambi i contesti.

Il factoring altro non è che la cessione del credito pro soluto, ovvero cedo al player finanziario il credito che ho assunto nei confronti di un cliente e sarà il player ad avere l’onere dell’incasso e della gestione. Il vantaggio ai fini del rating (che si aggiunge a quello ai fini pratici) è che posso togliere quel debito verso cliente dal mio bilancio, alleggerendo quella sezione, andando ad incassarlo e migliorando la valutazione dell’impresa nella “fotografia” di fine anno.

L’operazione di factoring indiretto è chiamata anche reverse factoring e si differenza dal factoring tradizionale per il fatto che non è il creditore a rivolgersi al player finanziario per cedere il credito, ma è il fornitore a rivolgersi al player per cedere il proprio credito verso i clienti (sia con formula pro solvendo, che pro soluto) ottenendo una scontistica sulle forniture strategiche, permettendo ai fornitori di incassare immediatamente e potendo dilazionare il pagamento fino a 180 giorni.

Questa seconda operazione va a “pulire” nella fotografia del rating al 31 dicembre, il capitolo di bilancio dei debiti verso i fornitori.

E il momento ideale è questo, avvicinandosi la fine dell’anno solare. Come il partner ideale per questa operazione, in contesto digitale o tradizionale, è SA Finance.

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