Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: in arrivo 32 milioni per le PMI

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha programmato la riapertura per il 2026 dei bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, le tre misure dedicate alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale delle piccole e medie imprese.

La dotazione complessiva prevista è pari a 32 milioni di euro, così ripartiti:

  • 20 milioni di euro per Brevetti+;
  • 10 milioni di euro per Disegni+;
  • 2 milioni di euro per Marchi+.

Gli avvisi con le modalità operative e le date di apertura degli sportelli verranno pubblicati entro il 28 settembre 2026. Saranno questi provvedimenti a definire termini, requisiti e modalità di presentazione delle domande.

Un’opportunità da preparare in anticipo

L’esperienza delle annualità precedenti conferma l’importanza di muoversi per tempo. Nel 2025, infatti, tutte e tre le misure hanno esaurito le risorse nel giorno stesso di apertura dello sportello.

Questo significa che, per le imprese interessate, non sarà sufficiente attendere la pubblicazione dei bandi: sarà fondamentale arrivare all’apertura con il progetto già impostato, la documentazione pronta e i preventivi correttamente strutturati.

Brevetti+: contributo fino a 140.000 euro

La misura Brevetti+ sostiene le PMI che intendono valorizzare economicamente un brevetto, favorendone l’introduzione nei processi produttivi, organizzativi e commerciali dell’impresa.

Sulla base dell’impostazione dell’ultimo bando, l’agevolazione può arrivare fino a 140.000 euro, con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili. La percentuale può salire all’85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere e può arrivare fino al 100% in caso di brevetto contitolato con enti pubblici di ricerca, università o IRCCS.

Tra gli aspetti da valutare con attenzione rientra la composizione del progetto, che dovrà essere costruito su servizi specialistici coerenti e non potrà basarsi su un’unica tipologia di intervento.

Disegni+: contributo fino a 60.000 euro

Il bando Disegni+ finanzia la valorizzazione di disegni e modelli registrati, sostenendo le imprese nel percorso che porta dall’idea alla produzione e alla commercializzazione.

L’agevolazione può arrivare fino a 60.000 euro, con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, elevabile all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere.

Possono rientrare, ad esempio, spese per prototipi, stampi, consulenze tecniche, supporto alla messa in produzione e attività finalizzate alla valorizzazione commerciale del disegno o modello.

È importante verificare per tempo che il titolo sia già registrato secondo le condizioni richieste dal bando, perché una registrazione non ancora conclusa può compromettere l’accesso all’agevolazione.

Marchi+: tutela dei marchi sui mercati esteri

La misura Marchi+ sostiene le PMI che intendono tutelare i propri marchi all’estero.

L’agevolazione si articola generalmente in due linee:

  • registrazione di marchi dell’Unione europea presso EUIPO;
  • registrazione di marchi internazionali presso OMPI.

Sulla base dell’impianto dell’ultimo bando, il contributo può arrivare fino a 6.000 euro per marchio per la registrazione europea e fino a 9.000 euro per marchio per la registrazione internazionale, con percentuali maggiorate per le imprese certificate per la parità di genere.

Sono ammissibili, tra le altre, le spese per tasse di deposito o registrazione, progettazione del marchio, assistenza al deposito, ricerche di anteriorità e assistenza legale in caso di opposizioni.

Cosa devono fare ora le imprese

In attesa degli avvisi 2026, le imprese interessate possono già avviare alcune verifiche preliminari:

  • controllare la titolarità e lo stato del brevetto, disegno, modello o marchio;
  • verificare la regolarità contributiva e documentale;
  • raccogliere preventivi dettagliati per i servizi specialistici;
  • impostare un progetto coerente con le spese ammissibili;
  • verificare la disponibilità di SPID, CIE o CNS, firma digitale e PEC;
  • valutare l’eventuale certificazione della parità di genere, che può aumentare la percentuale di contributo.

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