Come può la tua impresa prepararsi per ottenere credito nel 2026?

Un tasso del rischio di default che potrebbe oscillare fra il 3.7 e il 4.4 per cento. A dirlo è l’autorevole voce di CRIF Ratings, fotografando il trend del merito creditizio nel 2026.  

Causa di questo innalzamento, che viene dopo un anno relativamente buono, che aveva visto salire il volume del credito alle imprese dell’11 per cento, le sempre crescenti tensioni internazionali, soprattutto nell’area del Golfo.  

E l’aumento del tasso di rischio default (il rischio di non riuscire a rispettare i propri obblighi finanziari) non è una buona notizia per le imprese italiane: l’accesso ai nuovi finanziamenti sarà più rigido, con istituti di credito che diventeranno sempre più selettivi su aziende particolarmente esposte a 3 scenari:  

  • Effetto shock sui costi 
  • Tempi ritardati per gli incassi 
  • Indebolimento della domanda 

Fra i settori maggiormente a rischio ci sono il tessile e l’abbigliamento (tasso default a 4.8 per cento), costruzioni (4.5 per cento), commercio al dettaglio (4.1 per cento) e tutti i settori legati alla mobilità (trasporti e logistica).  

Quel che potrebbe essere un problema, non rappresenta tuttavia per ora una tragedia. 

Lavorare sul rating, sui dati previsionali, su aggiornamenti continui di bilancio, sulle garanzie e sugli strumenti di accompagnamento al credito è una delle mosse più efficaci in questo momento: attività che possono essere gestite professionalmente con l’affiancamento ad una società di mediazione creditizia.  

Perché il rischio default delle imprese potrebbe aumentare nel 2026?
Secondo le stime CRIF Ratings, il rischio default potrebbe crescere a causa delle tensioni internazionali, in particolare nell’area del Golfo, che possono incidere su costi, incassi e domanda.

Cosa cambia per le imprese che vogliono accedere al credito?
Le banche potrebbero diventare più selettive nella concessione di nuovi finanziamenti, soprattutto verso le imprese con costi in aumento, incassi rallentati o domanda in calo.

Come può un’impresa prepararsi a un credito più selettivo?
Può lavorare su rating, dati previsionali, aggiornamenti di bilancio, garanzie e strumenti di accompagnamento al credito, anche con il supporto di una società di mediazione creditizia.

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