Un tasso del rischio di default che potrebbe oscillare fra il 3.7 e il 4.4 per cento. A dirlo è l’au...
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25 punti base possono produrre un effetto così importante? Sembrerebbe proprio di sì. A dirlo sono i numeri e le statistiche.
L’antefatto è l’aumento dei tassi da parte della BCE (era da settembre 2023 che non accadeva), con l’obiettivo preciso di contenere le spinte inflazionistiche del momento ma con l’effetto di gravare maggiormente sul portafoglio delle imprese che hanno scelto di avvalersi di finanziamenti variabili.
Per inquadrare il problema: nell’area euro l’inflazione segna una media del 3 per cento nel 2026 (in Italia a maggio 2026 segnava 3.2 per cento con un aumento di 0.5 per cento rispetto al mese precedente).
Se si considera che oggi stime autorevoli presentano finanziamenti a tasso fisso con un TAN del 3.2 per cento, si capisce molto bene che il trend alla convenienza è destinato ad invertirsi presto, da variabile a fisso.
Fondamentale in questo momento, avere a disposizione un quadro dettagliato, preciso e molto ampio delle varie forme di accesso al credito, facendo in modo che l’impresa possa differenziare, grazie all’appoggio di professionisti, le fonti di approvvigionamento di denaro senza doversi appesantire di costi.
FAQ
Dipende dal momento di mercato e dalla struttura finanziaria dell’impresa. In una fase di rialzo dei tassi, il tasso fisso può offrire maggiore stabilità e protezione da ulteriori aumenti. Il tasso variabile può sembrare conveniente all’inizio, ma espone l’azienda a oscillazioni future.
Perché in un mercato più instabile non tutte le forme di credito hanno lo stesso impatto sui costi aziendali. Confrontare più opzioni consente di individuare la soluzione più adatta per durata, tasso, sostenibilità della rata e obiettivi di impresa, evitando scelte che possono pesare troppo nel tempo.
Conviene soprattutto quando il mercato del credito diventa più complesso, i tassi cambiano rapidamente e l’impresa ha bisogno di orientarsi tra più soluzioni. Un supporto specializzato aiuta a leggere meglio il contesto, negoziare condizioni più adatte e costruire una strategia finanziaria più solida.
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