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Simest: nuove misure in arrivo a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese

Crescita sostenibile, innovazione, persone e impatto sul territorio sono i quattro punti cardine su cui si basa il programma d’azione della società che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti.

Il Piano Strategico 2023-2025 presentato il 13 febbraio scorso da Simest (del quale abbiamo dato conto in questa news) prevede un impegno di 18,5 miliardi nel triennio, in aumento del 20% rispetto al 2020-2022.

Innanzitutto, c’è il tema delle conseguenze della guerra in Ucraina: il decreto Milleproroghe ha introdotto una parziale revisione degli strumenti attivati già lo scorso anno a favore delle imprese che esportano o che importano dall’area geografica interessata dal conflitto.
Il primo strumento, la cui disciplina è dettata dall’art. 5-ter del D.L. n. 14/2022, è riservato alle imprese colpite dalla crisi a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina in quanto esportatrici dirette verso l’Ucraina e/o la Federazione Russa e/o la Bielorussia, con la conseguente perdita di fatturato e relativo perturbamento dei flussi commerciali.
Con il decreto Milleproroghe si è estesa la platea delle imprese beneficiarie. La misura è ora rivolta alle imprese che hanno realizzato nei bilanci 2020 e 2021 depositati (erano tre bilanci ante modifica), un fatturato medio, derivante da operazioni di esportazione verso l’Ucraina, la Federazione russa e la Bielorussia, pari almeno al 10% (era il 20% ante modifica) del fatturato estero complessivo aziendale.

L’altro strumento, la cui disciplina è dettata dall’art. 29 del D.L. n. 50/2022, è rivolto alle imprese esportatrici verso qualunque geografia con approvvigionamenti da Ucraina e/o Federazione Russa e/o Bielorussia e che, in conseguenza del conflitto in atto, hanno subito un calo degli stessi o un aumento complessivo del costo totale di tali forniture.
A seguito dalla modifica l’accesso alla misura è consentito alle imprese esportatrici considerate singolarmente o a livello di gruppo.

Per entrambe le misure, le agevolazioni, che potranno coprire fino al 100% dell’importo delle spese, si sostanziano in un contributo a fondo perduto fino al 40% dell’importo complessivo dell’intervento agevolativo e, comunque, nei limiti dell’aiuto massimo concedibile di 500.000 euro, e in un finanziamento a tasso zero in regime “de minimis”, della durata di 6 anni (di cui 2 anni di preammortamento).

Dovrebbe inoltre essere attivata una linea specifica per l’area dei Balcani dedicata a supportare le imprese con interessi (in termini di esportazione e/o di importazione) verso quei territori.

Infine, dovrebbero essere introdotte nuove linee di finanziamento a valere sul Fondo 394, e riproposte e “potenziate” alcune misure già attivate in passato, come quella che sostiene la partecipazione a fiere ed eventi e quella che finanzia l’inserimento di un TEM (Temporary Export Manager) in azienda.

Sarà previsto il consueto mix di agevolazioni (contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati).

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