Iperammortamento: partenza su maggio e tutte le risposte per le imprese

Dopo mesi di attesa, l’iperammortamento entra finalmente in una fase decisiva. Le ultime indicazioni L’iperammortamento si avvicina alla fase operativa. Secondo le ultime indicazioni del MIMIT, il decreto attuativo dovrebbe essere firmato a breve e la piattaforma per le domande potrebbe aprire a maggio.

Si tratta di una misura molto attesa, che sosterrà gli investimenti delle imprese effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, con un orizzonte quindi triennale, più adatto alla pianificazione aziendale.

Le principali novità

Addio al vincolo Made in EU

Una delle novità più rilevanti è la cancellazione della clausola Made in EU, che limitava l’ammissibilità dei beni ai soli prodotti realizzati nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo.

Questa modifica amplia in modo importante la platea dei beni agevolabili e ha sbloccato il percorso verso il decreto attuativo. Ha inoltre effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.

Resta invece una disciplina più restrittiva per il fotovoltaico: in questo caso, per l’autoproduzione da fonte solare, risultano agevolabili solo determinati moduli fotovoltaici made in Europe, con una platea di fornitori più circoscritta rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

Quattro comunicazioni per accedere al beneficio

Per ottenere l’iperammortamento saranno previste quattro comunicazioni:

  • una comunicazione preventiva: se ne potrà presentare più di una e bisognerà indicare quando il bene entrerà in funzione o si interconnetterà;
  • una comunicazione di conferma, entro 60 giorni, con conferma dell’avvenuto acconto del 20% per ciascun bene;
  • una comunicazione di completamento, anche per singolo bene; se un’impresa ha inserito più beni nella comunicazione preventiva ma ne completa o interconnette solo una parte, potrà comunicare il completamento solo di quelli effettivamente conclusi, mentre gli altri slitteranno all’annualità successiva. Per i beni degli Allegati IV e V, il completamento coincide con l’interconnessione; per gli investimenti nelle FER, invece, il completamento coincide con la data di fine lavori, senza necessità di interconnessione contestuale. La data ultima per comunicare questi adempimenti documentali è fissata al 15 novembre 2028, salvo eventuali richieste integrative del GSE.
  • una comunicazione annuale di monitoraggio sull’utilizzo del beneficio, entro il 31 dicembre di ciascun anno.

Leasing ammesso

Tra gli investimenti agevolabili rientra anche il leasing finanziario, mentre resta escluso il leasing operativo.

  • per il leasing, il completamento dell’intervento coincide con la data di consegna del bene all’impresa, come risulta dal verbale di consegna;
  • per la comunicazione di conferma non sarà necessario il versamento dell’acconto del 20%: saranno sufficienti la stipula del contratto di leasing e la sottoscrizione dell’ordine di acquisto.

Uno dei chiarimenti più importanti emersi riguarda la differenza tra spettanza dell’agevolazione e fruizione del beneficio.

La spettanza nasce con la trasmissione al GSE della comunicazione di completamento degli investimenti.
La fruizione, invece, è subordinata a due condizioni:

  • la ricezione della comunicazione di esito positivo delle verifiche del GSE;
  • l’entrata in funzione del bene.

È una distinzione molto importante da comprendere, perché in alcuni casi, soprattutto per gli investimenti nelle FER, tra il completamento dei lavori e la possibilità effettiva di utilizzare il beneficio potrebbe trascorrere del tempo.

Perizia obbligatoria per tutti gli investimenti

La perizia asseverata sarà richiesta per tutte le taglie di investimento. Non sarà quindi più possibile ricorrere alla semplice autodichiarazione per i beni di importo più contenuto.

I periti e i certificatori dovranno attivare una idonea copertura assicurativa;

Quali investimenti saranno ammessi

L’agevolazione riguarderà beni materiali e immateriali strumentali nuovi, compresi nei nuovi Allegati III-bis e III-ter, purché interconnessi al sistema aziendale.

Il nuovo perimetro aggiorna la misura ai più recenti sviluppi tecnologici e include, tra gli altri:

  • infrastrutture per intelligenza artificiale e simulazione;
  • sistemi di edge computing;
  • reti di connettività industriale avanzata;
  • strumenti di cybersecurity;
  • software evoluti, inclusi quelli legati a AI generativa, carbon footprint, passaporto digitale di prodotto, realtà estesa e metaverso industriale.

Sono inoltre ammessi investimenti per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti di stoccaggio. Per il fotovoltaico restano però regole più restrittive sui moduli ammessi.

Batterie e FER: chiarimento importante

Tra le conferme più interessanti c’è l’ammissibilità della biomassa, a condizione però che l’energia prodotta sia destinata all’autoconsumo. L’acquisto di batterie sarà agevolabile solo se collegato a un investimento più ampio nelle fonti rinnovabili. Non sarà invece incentivato il solo acquisto di batterie da utilizzare su impianti già esistenti.

Cumulabilità

La misura risulta cumulabile con altri incentivi, a condizione che non si superi il costo sostenuto e che non vengano finanziate le stesse quote di costo. Resta applicato il principio della nettizzazione.

Perché questa misura merita attenzione adesso

Le informazioni emerse confermano che l’iperammortamento non sarà una misura da affrontare all’ultimo momento. Le quattro comunicazioni, le tempistiche, la perizia obbligatoria per tutti gli investimenti, la distinzione tra spettanza e fruizione, i chiarimenti su leasing e FER, la cancellazione della clausola Made in EU, l’aggiornamento dei beni agevolabili e la possibilità di cumulo con altri incentivi fanno capire che sarà fondamentale arrivare preparati.

Per le imprese che stanno valutando investimenti in beni strumentali, innovazione, digitalizzazione, AI, software, autoproduzione energetica o trasformazione dei processi aziendali, questo è il momento giusto per iniziare a:

  • verificare l’ammissibilità dei beni;
  • valutare la struttura finanziaria dell’investimento;
  • predisporre la documentazione tecnica;
  • impostare correttamente la strategia di accesso alla misura.

Perché quando una misura così attesa entra davvero nella fase operativa, muoversi in anticipo può fare la differenza.

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