Incentivi alle imprese 2027: cosa potrebbe cambiare per ZES, Nuova Sabatini, Transizione 5.0 e Contratti di sviluppo

Il Governo sta lavorando a un pacchetto di misure per la politica industriale da inserire nella prossima manovra e in un decreto Imprese collegato.

Tra i dossier principali c’è l’eventuale estensione selettiva della ZES al Centro-Nord, soprattutto per semplificare gli iter autorizzativi di grandi investimenti, in particolare sulle energie rinnovabili.

Per ora non sembra probabile l’estensione al Nord del credito d’imposta ZES, anche per i vincoli europei sugli aiuti di Stato; il rifinanziamento richiesto riguarda soprattutto il Mezzogiorno.

La riforma degli incentivi porterà alla chiusura di circa 20 agevolazioni, con trasferimento delle risorse nel Fondo crescita sostenibile.

Tra le misure destinate a confluire nel Fondo ci sono: Nuove imprese a tasso zero, Fondo impresa femminile, imprese creative, Digital transformation, transizione industriale, economia circolare, Green new deal e altri strumenti settoriali.

Sul fronte rifinanziamenti, restano centrali Contratti di sviluppo e Nuova Sabatini.

I Contratti di sviluppo hanno visto un forte aumento delle domande, ma resta il problema della lentezza nell’approvazione dei progetti; è atteso un decreto per velocizzare le procedure.

La Nuova Sabatini non presenta oggi un’emergenza risorse: risultano disponibili circa 1,2 miliardi sulla misura ordinaria e 77,2 milioni sulla capitalizzazione, ma un rifinanziamento pluriennale potrebbe essere utile.

Per Transizione 5.0 non c’è ancora allarme risorse: gli investimenti prenotati sono pari a circa 4,75 miliardi, con assorbimento stimato delle coperture intorno a 1,5-1,6 miliardi.

Resta aperto il nodo dei software in cloud, che potrebbero essere riammessi tra gli investimenti agevolabili o sostenuti con una misura dedicata.

Infine, per il Fondo di garanzia PMI, dal 2027 si tornerà a un sistema di coperture basato sul rischio dell’impresa.

La manovra dovrebbe confermare il tetto massimo garantito di 5 milioni per impresa e la gratuità per le microimprese.

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