Smart & Start: sostegno alle startup innovative
Aperto fino ad esaurimento fondi
NOVITÀ 2026: requisiti aggiornati, istruttoria semplificata e nuove opportunità per le startup che attraggono investitori
Obiettivi
Sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico su tutto il territorio nazionale.
Il Decreto 13 luglio 2026 aggiorna la disciplina di Smart&Start, adeguandola alla nuova normativa sulle startup innovative e introducendo semplificazioni nelle procedure di valutazione e nuove disposizioni per gli investimenti nel capitale di rischio
Beneficiari
- startup innovative di micro, piccola o media dimensione, iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese e in possesso dei requisiti previsti dall’art. 25 del D.L. 179/2012
- team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia
- cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”
- imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano
- le startup innovative italiane possono presentare domanda insieme a imprese francesi, sulla base di un accordo di partenariato che definisce obiettivi, impegni e ruoli di ciascun partecipante.
- Novità 2026: i requisiti vengono adeguati alla nuova disciplina delle startup innovative introdotta dalla Legge 193/2024. Le imprese devono inoltre risultare in regola, ove tenute, con gli obblighi assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali.
Interventi finanziabili
Piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.
Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:
- avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo
- essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things
- essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata
Nei progetti congiunti Italia–Francia, le attività devono essere chiaramente ripartite tra i partner e complementari. Le spese delle imprese francesi non sono finanziate dall’iniziativa, ma devono essere riportate nell’accordo di partenariato.
I piani devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Esempi di spese ammissibili (tempistica: 24 mesi dalla firma del contratto)
Sono ammissibili, tra le altre, le spese relative a:
- impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche nuove;
- hardware e software;
- brevetti, marchi, licenze, certificazioni e know-how;
- progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche e tecnologiche;
- consulenze specialistiche;
- servizi di incubazione e accelerazione;
- marketing e web marketing;
- personale dipendente e collaboratori impiegati nel progetto.
È inoltre finanziabile, entro il limite del 20% delle spese del piano, il capitale circolante relativo a:
- materie prime;
- servizi necessari allo svolgimento dell’attività;
- hosting e housing;
- godimento di beni di terzi.
Per i partenariati Italia–Francia, le spese ammissibili delle startup italiane restano invariate, ma l’accordo deve documentare come le attività della parte francese contribuiscano al progetto comune.
Agevolazioni
Finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili. Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.
Per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il finanziamento viene restituito nella misura del 70%: il restante 30% del finanziamento assume quindi natura di contributo a fondo perduto.
Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.
Nei progetti congiunti Italia–Francia, l’agevolazione si applica solo alle spese sostenute in Italia dalle startup innovative italiane.
Conversione del finanziamento in fondo perduto
Una delle opportunità più interessanti della misura riguarda le startup che attraggono nuovi capitali.
In presenza di investimenti nel capitale di rischio, è possibile richiedere la conversione di una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto fino:
- al 50% delle somme investite nel capitale;
- e comunque entro il 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
L’investimento deve essere pari ad almeno 80.000 euro, essere effettuato secondo le condizioni previste dalla disciplina e mantenuto per almeno 3 anni.
Novità 2026: vengono precisati i requisiti degli investitori terzi e delle operazioni di equity e quasi-equity rilevanti ai fini della conversione. Tra l’altro, l’investitore terzo non deve già appartenere alla compagine sociale al momento dell’investimento e sono introdotte specifiche condizioni sui rapporti partecipativi tra investitore e startup
Premialità e istruttoria semplificata
Sono previste premialità per progetti che coinvolgono organismi di ricerca, incubatori, acceleratori, investitori qualificati, imprese con rating di legalità o certificazione della parità di genere, nonché per investimenti al Sud e apporti di capitale da partner tecnologici.
È inoltre prevista un’istruttoria semplificata per:
- progetti fino a 250.000 euro;
- startup che hanno già concluso regolarmente un precedente programma Smart&Start.
Le modalità operative saranno definite dalla circolare attuativa.
Tutoring
Le startup costituite da non più di 36 mesi possono accedere a servizi di tutoring tecnico-gestionale fino a 10.000 euro.
Presentazione delle domande
Sportello aperto fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Le domande vengono presentate online tramite Invitalia e sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Riferimento di legge: D.M. 24/09/2014 e ss.mm.ii.
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Agevolazioni
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