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Il cammino del PNRR tra avvisi, bandi e gare per la verifica di marzo

Oltre 30 step intermedi suddivisi fra tredici amministrazioni da condurre in porto per non rallentare sulla tabella di marcia del Piano. In prima linea la Transizione ecologica.

Oltre trenta step intermedi, suddivisi fra tredici Ministeri, che disegnano, da qui a fine marzo, ulteriori passaggi per l’efficace prosieguo del Piano di ripresa e resilienza. Occorrerà mettere in campo una grande mole di lavoro dopo il conseguimento dei 51 obiettivi del 2021, per arrivare puntuali alla prossima verifica di fine giugno. In gioco, come noto, ci sono i 24,1 miliardi di euro della seconda rata, divisi tra 12,6 miliardi di sussidi e 11,5 miliardi di prestiti, per ottenere i quali l’Italia dovrà condurre a traguardo 45 adempimenti.

La mole di lavoro più significativa riguarda il Ministero della Transizione ecologica che dovrà da solo condurre a traguardo venti misure nel 2022, tra riforme e investimenti, un quinto di tutti gli obiettivi da conseguire nei prossimi dodici mesi. Quanto ai futuri passaggi, da qui a fine marzo, il Mite si è impegnato, tra l’altro, a preparare il documento di valutazione ambientale strategica (Vas) in vista dell’entrata in vigore, entro il 30 giugno, del decreto ministeriale per il Programma nazionale di gestione rifiuti, chiamato a indicare i macro-obiettivi e a fissare la direzione alla quale Regioni e Province autonome dovranno attenersi nell’elaborazione dei propri piani. Ulteriori adempimenti discendono da una delle riforme che il Ministero dovrà mettere in pista quest’anno, vale a dire la semplificazione e l’accelerazione delle procedure per la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico (entro il 30 giugno).

Tra i dicasteri impegnati sugli step intermedi figurano poi, la Salute, che dovrà districarsi tra bandi e procedure di gara per dar seguito ad alcune delle misure da attuare, e il Lavoro che si è dato l’obiettivo di approvare la mappatura degli insediamenti illegali (e, entro giugno, del relativo decreto ministeriale) ai fini della messa a punto di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Va detto che alcune amministrazioni hanno anche deciso di accelerare rispetto ai prossimi target. È il caso del Mise che ha approvato in anticipo il decreto che delinea la politica di investimento dei contratti di sviluppo. Mentre il Mims ha già archiviato, con il via libera al decreto Infrastrutture, la semplificazione delle norme per accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche primarie e delle procedure per la pianificazione strategica in ambito portuale.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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