Fondo Europeo di Garanzia: come funziona

Con una dotazione di 1,4 miliardi di euro la Commissione UE ha attivato l’operatività del Fondo di garanzia paneuropeo che prevede il rilascio di garanzie sugli strumenti di debito (come i prestiti) agli istituti di credito aderenti, con l’obiettivo di generare almeno 13 miliardi complessivi di finanziamenti addizionali a favore delle PMI dei 22 Stati membri che hanno partecipato al Fondo, tra cui l’Italia.

Il Fondo di garanzia, gestito dal Gruppo Banca europea per gli Investimenti (composto dalla Banca europea per gli investimenti – BEI e dal Fondo europeo per gli investimenti – FEI) è stato istituito al fine di affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19, per sostenere le imprese colpite dalla pandemia, in quanto conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.
Infatti, la Commissione UE ha stabilito che l’istituzione del Fondo e le garanzie rilasciate sui prestiti dallo stesso sono compatibili con i principi stabiliti nel Trattato UE se sono ben mirate a porre un rimedio al turbamento dell’economia degli Stati membri.

In particolare:

  • il Fondo ha carattere temporaneo;
  • le garanzie coprono fino al 70-90% dei prestiti sottostanti;
  • la loro scadenza è limitata a 6 anni;
  • gli intermediari finanziari aderenti sono tenuti a trasferire il vantaggio ai beneficiari finali nella misura più ampia possibile.

Lo strumento, unitamente al MES (Meccanismo europeo di stabilità) ed allo schema europeo per la disoccupazione – SURE, costituisce la rete di sicurezza approvata dal Consiglio europeo al fine di attenuare l’impatto economico della pandemia attraverso il rilascio di garanzie su meccanismi finanziari di debito (prestiti) e di capitale, per far fronte in modo coordinato alle esigenze di finanziamento delle imprese europee (soprattutto PMI), con una prospettiva di adeguata redditività a medio/lungo termine ma che, attualmente, versano in uno stato di difficoltà.

In Italia il prodotto finanziario di garanzia supporterà diversi tipi di operazioni:

  • strumenti di garanzia per le banche commerciali;
  • strumenti di garanzia e controgaranzia per Cassa Depositi e Prestiti (CDP);
  • garanzie per sistemi di garanzia nazionali;
  • supporto per PMI e Mid-cap finanziate da fondi di venture capital;
  • acquisto di titoli garantiti da attività delle banche per fornire maggiori prestiti alle PMI;
  • venture debt verso imprese con forti potenzialità di crescita (incluso il settore farmaceutico).

In particolare, il nuovo prodotto si presenta sotto forma di garanzie su segmenti di cartolarizzazione sintetica a beneficio delle imprese colpite dalla pandemia di coronavirus nei 22 Stati membri partecipanti, con particolare interesse per quelle operanti nei settori del digitale e dell’ambiente.

Il settore europeo delle cartolarizzazioni è destinato a ricevere un nuovo forte impulso da un ulteriore intervento normativo: il Capital Markets Recovery Package (CMRP), una serie di nuove misure legislative pandemiche approvate dal Parlamento Europeo lo scorso 25 marzo 2021 con l’obiettivo dichiarato di consentire al mercato dei capitali di supportare al meglio la ripresa dell’economia dalla crisi causata dal Covid-19. L’obiettivo di questo nuovo prodotto è contribuire a generare nuovi prestiti più rischiosi alle PMI, liberando la capacità di prestito degli intermediari finanziari e impedendo che le loro risorse siano trasferite verso attività a basso rischio anziché essere utilizzate per prestiti alle PMI.

(Fonte: Ipsoa)

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