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Decreto aiuti: cosa è previsto a sostegno delle imprese

I dati del PIL relativi al primo trimestre 2022 trasmettono un timido ottimismo: il calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente fa registrare una diminuzione meno marcata rispetto alle previsioni formulate dai tecnici del Ministero dell’Economia.

Le conseguenze legate alla pandemia e al conflitto in Ucraina stanno mettendo a dura prova cittadini e contribuenti, che hanno visto aumentare l’inflazione, il prezzo dei carburanti e il costo per le forniture di luce e gas. Considerando il contesto pandemico e bellico attuale risulta piuttosto difficile immaginare che le famiglie e le imprese italiane possano guardare al futuro con ottimismo.

In risposta a queste crescenti preoccupazioni si è concentrato l’Esecutivo stanziando 14 miliardi di euro, che si aggiungono ai circa 16 miliardi messi sul piatto la scorsa estate e ai più recenti 4,4 miliardi di marzo; complessivamente oltre 30 miliardi che rappresentano circa 2 punti percentuali del nostro PIL. Si punta a contrastare la perdita di potere d’acquisto che grava su una platea di 28 milioni tra lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi.

In attesa di scoprire quali sono le principali misure di sostegno alle imprese previste dal decreto, del quale si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in questa news passiamo in rassegna gli strumenti di garanzia previsti per le imprese.

Incremento del credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0, nello specifico l’aliquota sale dal 20 al 50 per cento fino al 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni.

Per rispondere alla carenza di competenze professionali adeguate ai processi di trasformazione tecnologica e digitale viene incrementata l’aliquota del credito d’imposta per la formazione, dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese. Prevista una certificazione dei risultati conseguiti in termini di acquisizione e consolidamento delle competenze.

Alle imprese esercenti attività di trasporto il Governo ha riconosciuto un credito di imposta del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre di quest’anno per l’acquisto del gasolio. Il credito d’imposta verrà riconosciuto alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia, e varrà per il gasolio impiegato in veicoli di categoria euro 5 o superiore, al netto dell’imposta sul valore aggiunto.

Sale dal 20% al 25% il credito d’imposta per le imprese a forte consumo di energia elettrica (energivore). Stesso discorso per le imprese a forte consumo di gas naturale (gasivore) per l’acquisto del gas consumato nel primo trimestre solare del 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. Sale allo stesso modo anche il credito d’imposta previsto sulla spesa sostenuta per l’acquisto, da parte invece delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, del gas consumato nel secondo trimestre solare del 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. Ciò vale solo qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (Me-Gas) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (Gme), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito allo stesso trimestre dell’anno 2019. Secondo la norma, inoltre, aumenta dal 12% al 15% il credito d’imposta in favore delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Questo credito è riconosciuto sulla spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022. Ciò vale solo qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% rispetto allo stesso trimestre del 2019.

Arriva un Fondo dal Mise da 200 milioni per sostenere, con contributi a fondo perduto, le imprese particolarmente colpite dalla crisi ucraina. Potranno accedere al fondo le piccole e medie imprese che hanno realizzato negli ultimi due anni operazioni di vendita di beni o servizi, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione Russa e la Bielorussia, pari almeno al 20% del fatturato aziendale totale. Inoltre, vale per coloro il cui costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente l’entrata in vigore del decreto è incrementato almeno del 30% rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo dell’anno 2019.

Con specifico riferimento alle PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura, il Decreto Aiuti 2022 stabilisce la garanzia diretta dell’ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare – pari al 100% dell’importo del finanziamento. Tale aiuto va a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime. La garanzia vale solo previa autorizzazione della Commissione Europea.

(Fonti: MiSE/ Ipsoa)

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