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Secondo l’emendamento depositato ieri in commissione di Bilancio al Senato, il Piano Transizione 5.0 viene ufficialmente prorogato fino al 30 settembre 2028, ma con un assetto profondamente rivisto rispetto alle versioni precedenti. La proroga garantisce maggiore continuità temporale alla misura, ma introduce anche una riduzione dei benefici fiscali e una semplificazione del perimetro agevolabile.
Si tratta di un intervento che mira a dare certezza alle imprese sul fronte della durata, ma che allo stesso tempo ridisegna l’intensità dell’incentivo.
Il nuovo impianto normativo conferma il meccanismo dell’iperammortamento, che resterà operativo più a lungo, ma elimina la supermaggiorazione legata agli investimenti green.
Le nuove maggiorazioni previste quindi per qualunque tipo di beni strumentali ammissibili saranno:
Si ritorna quindi ad una struttura più lineare dell’agevolazione, eliminando il premio aggiuntivo per chi realizza specifici interventi di efficientamento energetico.
Un’altra novità rilevante riguarda l’origine dei beni: l’agevolazione sarà limitata ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo (SEE).
Questo requisito incide direttamente sulle scelte di investimento delle imprese, che dovranno verificare con attenzione la filiera di produzione dei beni acquistati.
Nonostante la previsione iniziale di avvio dal 1° gennaio 2026, l’entrata in vigore effettiva della nuova disciplina è rinviata in attesa del decreto attuativo, che dovrà chiarire modalità operative, tempistiche e ulteriori dettagli applicativi.
Nel frattempo, il legislatore ha previsto una semplificazione dell’iter, inserendo direttamente nella manovra l’elenco dei beni agevolabili, riducendo così i passaggi interpretativi.
Restano esclusi dall’agevolazione alcuni beni già noti nelle precedenti versioni della misura, tra cui:
L’agevolazione continua quindi a essere focalizzata su beni strumentali ad alto contenuto tecnologico, coerenti con i processi produttivi.
Il Governo rivendica il rispetto degli impegni assunti con le imprese attraverso la proroga della misura. Tuttavia, permangono incertezze sulla disponibilità delle risorse, in particolare per coprire le domande rimaste escluse dai precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0.
Questo aspetto rende ancora più importante una pianificazione attenta degli investimenti, soprattutto in una fase di transizione tra vecchio e nuovo impianto agevolativo.
In un contesto normativo in evoluzione, con proroghe, rimodulazioni e decreti attuativi ancora attesi, il supporto di una consulenza specializzata diventa determinante per valutare correttamente l’impatto delle nuove regole e cogliere le opportunità ancora disponibili.
SA Finance può affiancare la tua impresa nell’analisi delle misure, nella pianificazione degli investimenti e nella gestione operativa delle agevolazioni, per trasformare le scelte normative in decisioni strategiche.
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