Transizione 5.0: buone notizie per gli “esodati”

Promessi anche tempi brevi per la pubblicazione del decreto attuativo dell’iperammortamento

Arrivano segnali positivi per le imprese rimaste penalizzate dalle recenti modifiche al piano Transizione 5.0. Nel corso dell’incontro svolto oggi con le rappresentanze del mondo produttivo, il Governo ha assunto l’impegno di coprire quasi integralmente le domande presentate dai cosiddetti “esodati”, vale a dire le imprese che hanno trasmesso validamente la richiesta di accesso al credito d’imposta dal 7 novembre in poi.

Con questo intervento, la dotazione complessiva destinata a Transizione 5.0 sale a 4,25 miliardi di euro.

Un confronto per rispondere alle criticità emerse

La questione degli “esodati” sembra dunque avviarsi verso una soluzione favorevole. Dopo le forti reazioni del sistema industriale in seguito al ridimensionamento dei crediti d’imposta introdotto dal Decreto fiscale, oggi si è tenuto a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, un tavolo di confronto tra il ministro Adolfo Urso, il ministro Tommaso Foti, il viceministro Maurizio Leo e i rappresentanti delle principali associazioni imprenditoriali.

Nel corso dell’incontro, il Governo ha rassicurato le imprese, confermando la volontà di rispettare in larga misura quanto prospettato nella riunione del 20 novembre 2025, quando era stato dichiarato che tutte le domande correttamente presentate sarebbero state soddisfatte.

Evitato il taglio del 65%

Uno dei punti più critici riguardava proprio la riduzione dei benefici prevista dal Decreto fiscale. Il provvedimento aveva infatti escluso gli investimenti in fonti di energia rinnovabile e quelli destinati alla formazione, oltre ad aver ridotto del 65%, portandola quindi al 35%, la quota di credito d’imposta maturata sugli investimenti in beni strumentali.

In termini concreti, ciò avrebbe comportato un forte ridimensionamento dell’agevolazione: le imprese che contavano su un credito del 45% si sarebbero trovate a percepire solo il 15,75%, mentre quelle con aliquota pari al 35% sarebbero scese al 12,25%. In entrambi i casi, un livello inferiore persino rispetto al 20% previsto dal piano Transizione 4.0.

Alla luce del confronto odierno, il Governo si è invece impegnato a:

  • riconoscere il 100% delle domande validamente presentate per la quota relativa a FER e formazione, inizialmente escluse;
  • riconoscere il 90% della quota relativa ai beni strumentali.

La correzione delle disposizioni introdotte dal Decreto-Legge n. 38 del 27 marzo 2026 dovrebbe essere inserita nel percorso di conversione in legge del provvedimento, attualmente all’esame del Senato.

Transizione 5.0: risorse complessive a 4,25 miliardi

Per rendere possibile questa copertura, il Governo dovrebbe affiancare ai 2,75 miliardi di euro già stanziati per la misura anche l’intero fondo da 1,3 miliardi di euro previsto dalla legge di bilancio. Si tratta di una scelta diversa rispetto a quanto stabilito dal Decreto fiscale, che destinava a tale finalità soltanto 537 milioni di euro.

In questo modo si arriverebbe a 4,05 miliardi di euro, ai quali si aggiungerebbero ulteriori 200 milioni di euro necessari per coprire integralmente la componente eccedente relativa alle FER, raggiungendo così una disponibilità totale di 4,25 miliardi di euro, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato in 4,40 miliardi per la copertura totale della misura.

Iperammortamento 2026-2028 in arrivo il decreto attuativo

Nel corso dell’incontro, il Governo ha inoltre evidenziato che a queste risorse vanno sommati anche gli stanziamenti previsti per il nuovo iperammortamento 2026-2028.

La misura può contare su 8,3 miliardi di euro, ai quali si aggiungono ulteriori 1,4 miliardi di euro introdotti proprio dal Decreto fiscale, per un totale di 9,7 miliardi di euro. Queste risorse serviranno anche a finanziare il superamento del vincolo “Made in EU”, rendendo ammissibili all’incentivo i beni strumentali prodotti in qualsiasi Paese del mondo.

Su questo fronte, il viceministro Leo ha anche anticipato tempi rapidi per l’emanazione del decreto attuativo dell’iperammortamento.

Quasi 14 miliardi complessivi per le imprese

Sommando i 4,25 miliardi destinati a Transizione 5.0 e i 9,7 miliardi previsti per l’iperammortamento, le risorse complessivamente messe a disposizione delle imprese arrivano a 13,95 miliardi di euro, quindi a quasi 14 miliardi.

Un quadro che, se confermato nei prossimi passaggi normativi, rappresenterebbe un segnale importante per le aziende che intendono investire in innovazione, beni strumentali, efficienza energetica e formazione.

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