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Dopo mesi di attesa, arriva finalmente una delle novità più rilevanti per le imprese che stanno pianificando nuovi investimenti nel 2026. Con il decreto legge 27 marzo 2026 n. 38, cambia ufficialmente la disciplina dell’iperammortamento e si amplia in modo significativo la platea dei beni agevolabili.
La modifica è chiara e molto importante: non sarà più necessario che i beni strumentali siano prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o aderente allo Spazio Economico Europeo. In altre parole, l’agevolazione si apre definitivamente anche ai beni provenienti da Paesi esterni alla Comunità Europea.
Si tratta di un cambiamento molto atteso e destinato ad avere un impatto concreto sulle decisioni di investimento delle aziende. L’eliminazione del vincolo geografico sulla provenienza dei beni consente infatti alle imprese di:
Per molte aziende, questa apertura rappresenta un passo decisivo: significa poter scegliere il bene più adatto alle proprie esigenze industriali, produttive o organizzative, con margini più ampi di valutazione.
L’iperammortamento si conferma quindi uno strumento ancora più interessante per chi intende rinnovare macchinari, impianti e beni strumentali destinati alla crescita aziendale. L’estensione ai beni extra UE rende la misura più aderente alle dinamiche reali del mercato e più vicina alle necessità delle imprese che cercano tecnologie specifiche, non sempre reperibili all’interno dei confini europei.
Questo aggiornamento normativo potrebbe spingere molte aziende a sbloccare investimenti rimasti in attesa proprio per capire se il perimetro dei beni agevolabili sarebbe stato ampliato.
Il decreto stabilisce che questa novità si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Un aspetto particolarmente rilevante, perché consente di considerare la nuova impostazione per gli investimenti già rientranti nel periodo di riferimento.
Per le imprese che stanno valutando un investimento, questo è il momento giusto per verificare se i beni di interesse possono rientrare nell’agevolazione alla luce della nuova apertura normativa. L’ampliamento della platea dei beni ammissibili può tradursi in più opportunità, maggiore convenienza e una pianificazione più efficace.
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