In sintesi, il Patent Box mira a "ancorare" al territorio italiano il patrimonio immateriale delle imprese, rendendo l'Italia più competitiva grazie a regole certe e tempi rapidi per il recupero degli investimenti.
Il Patent Box
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Il Patent Box è un'agevolazione fiscale introdotta dallo Stato italiano per incentivare le imprese a creare e mantenere beni immateriali, come brevetti, software e disegni. Permette alle imprese di dedurre il 110% delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo legate a questi beni. L'agevolazione ha una durata di 5 anni ed è rinnovabile, e può essere richiesta durante la dichiarazione dei redditi.
Il Patent Box è rivolto alle imprese italiane che svolgono attività di ricerca e sviluppo e che detengono i diritti economici su beni immateriali. Possono beneficiarne solo le imprese che non sono in stato di fallimento o liquidazione e che si assumono il rischio d’impresa. Inoltre, è riservato alle imprese che operano nel settore della creazione, manutenzione e valorizzazione di questi beni.
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1.Cos'è il Patent Box e come funziona
Il Patent Box è un'agevolazione fiscale che lo Stato italiano concede alle imprese per incentivare la creazione e il mantenimento di beni immateriali in Italia, come software protetti da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli. Si tratta di un regime opzionale che consente alle imprese di maggiorare del 110% le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo (R&S) legate a questi beni. L'agevolazione si applica sulle imposte sui redditi (IRES/IRPEF) e sull’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
Il Patent Box è riservato a imprese che detengono i diritti economici sui beni immateriali e che sostengono il rischio tecnico e finanziario degli investimenti. A tal proposito, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche le imprese consorziate possono beneficiare dell'agevolazione sui costi riaddebitati dal consorzio, a condizione che il rischio d’impresa rimanga a carico delle consorziate.
Il Patent Box può essere esercitato solo dalle imprese titolari di reddito d’impresa che svolgono attività di ricerca e sviluppo e che sono in grado di sfruttare economicamente i beni immateriali. Tuttavia, sono escluse le imprese in liquidazione, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale, o quelle che determinano il reddito su base catastale o con il regime forfettario.
Le imprese che desiderano usufruire del Patent Box devono svolgere attività di ricerca e sviluppo, che comprendono anche il design, l’ideazione estetica e la tutela legale dei diritti sui beni immateriali. Tali attività non devono necessariamente essere svolte direttamente dall’impresa, ma possono avvenire anche in forma indiretta, attraverso contratti con società di ricerca, università o enti di ricerca, sempre sotto la direzione tecnica dell’impresa.
L'agevolazione va richiesta durante la dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta in cui si intende esercitarla e ha validità di 5 anni, con possibilità di rinnovo.
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2.Entità e caratteristiche del Patent Box
Il Patent Box è stato oggetto di numerose modifiche nel tempo, rendendo la versione attuale significativamente diversa dalla sua introduzione. Ad oggi, consente alle imprese di maggiorare del 110% le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo finalizzate al mantenimento, al potenziamento, alla tutela e all’accrescimento del valore di beni immateriali come software protetti da copyright, brevetti industriali e disegni e modelli giuridicamente tutelati (Art. 6 D.L. 146/2021).
Attività ammissibili per il Patent Box
Secondo il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (15/02/2022), le attività che possono beneficiare del Patent Box includono:
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Ricerca industriale e sviluppo sperimentale (Art. 2 del Decreto MISE 26 maggio 2020).
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Innovazione tecnologica (Art. 3 del Decreto MISE 26 maggio 2020).
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Design e ideazione estetica (Art. 4 del Decreto MISE 26 maggio 2020).
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Tutela legale dei diritti sui beni immateriali.
Inoltre, il meccanismo premiale permette di recuperare i costi degli anni precedenti, nel caso in cui si ottenga la privativa (come il brevetto o la registrazione di software protetto). In questo caso, sono ammesse anche attività di ricerca fondamentale e realizzazione del software protetto da copyright.
Non è necessario che tutte le condizioni si verifichino contemporaneamente, ma l’impresa deve svolgere almeno una delle attività sopra indicate per poter accedere all’agevolazione. In sintesi, le imprese che soddisfano questi requisiti possono maggiorare fiscalmente le spese sostenute per i beni immateriali, ottenendo un beneficio del 110%.
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3. Quali sono le spese ammissibili per il Patent Box
Le spese ammissibili sono quelle che contribuiscono all’investimento dell’impresa e sono considerate funzionali al progetto di ricerca e sviluppo (R&S) ai fini dell'agevolazione Patent Box. Non tutte le spese concorrono al progetto, quindi è importante distinguere quelle che sono effettivamente ammissibili secondo le normative.
Le spese ammissibili devono essere sostenute direttamente dall’impresa "investitore" che intende accedere all’agevolazione. Le spese infragruppo (tra società controllate o collegate) non sono generalmente ammissibili, ma sono consentiti i costi pass-through (riaddebitati a terzi, senza margine di profitto).
Le seguenti voci possono concorrere a comporre il valore del progetto:
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Spese per il personale: Include i costi per il personale impiegato direttamente in attività di R&S (sia a tempo indeterminato che autonomo).
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Ammortamenti e locazioni: Comprende le quote di ammortamento, canoni di locazione (sia finanziaria che operativa) e altre spese per beni mobili strumentali (materiali e immateriali) necessari per le attività di R&S.
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Servizi di consulenza: I costi per consulenze esclusivamente inerenti alle attività di R&S.
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Materiali e forniture: Le spese per materiali, forniture e altri prodotti necessari nelle attività di ricerca.
È importante notare che queste spese sono deducibili indipendentemente dal fatto che siano state capitalizzate in bilancio, seguendo le regole fiscali dell’art. 109 del TUIR.
Infine, spese ammissibili comprendono anche quelle legate al mantenimento e rinnovo dei diritti sui beni immateriali, inclusi i costi per la protezione legale, la prevenzione contro la contraffazione, e la gestione di contenziosi relativi ai diritti.
Esclusioni: Non sono ammissibili gli effetti derivanti da rivalutazioni o riallineamenti fiscali.
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4.Obiettivi del Patent Box
Il meccanismo del Patent Box è stato introdotto dallo Stato italiano come agevolazione rivolta alle imprese che si impegnano nella creazione di beni immateriali tramite lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo.
Il primo obiettivo di questa agevolazione è quindi quello di favorire tali attività, nella convinzione che senza un adeguato percorso basato sulla ricerca e sullo sviluppo la competitività delle imprese dello Stivale possa diminuire, se non essere addirittura abbattuto a fronte di una concorrenza graffiante e spesso “spietata” proveniente dall’estero.
Ma nel leggere questa agevolazione, specialmente alla luce della riforma del 2021, si evince anche un ulteriore obiettivo prioritario: la semplificazione. L'intento dello Stato si è concentrato sul migliorare il mercato italiano rendendolo maggiormente attrattivo attraverso un meccanismo di fruizione immediata del beneficio, eliminando le lunghe procedure burocratiche (ruling) del passato. Si vuole favorire chi investe oggi, trasformando l'agevolazione in un supporto diretto ai costi di investimento (regime front-end), per generare benessere e sviluppo sul territorio.
Questa strategia di attrattività e mantenimento del valore in Italia si impernia su due sotto-obiettivi, in linea con i principi internazionali OCSE (c.d. Nexus Approach):
- il primo è incentivare la collocazione e lo svolgimento effettivo in Italia delle attività di sviluppo dei beni immateriali, premiando chi si assume il rischio tecnico e finanziario degli investimenti ("Investitore");
- il secondo sotto obiettivo è quello di mantenere nel nostro Paese il know-how e la creazione di valore, evitando che le attività di ricerca vengano delocalizzate fittiziamente all’estero per ragioni puramente fiscali.
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5. Perché si parla di 50% delle spese sostenute nel Patent Box
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6. Il nuovo e il vecchio Patent Box e il sistema "premiale"
La normativa sul Patent Box ha subito numerose modifiche nel tempo, per migliorare l'efficacia dell'agevolazione e favorire le attività di ricerca e sviluppo (R&S), nonché per attrarre investimenti in beni immateriali strategici in Italia. Una delle principali novità introdotte è il sistema premiale (o meccanismo di recapture), che consente di valorizzare le spese di ricerca e sviluppo anche per i periodi d’imposta precedenti a quello in cui viene ottenuta la tutela giuridica del bene immateriale. In pratica, l’impresa può recuperare e agevolare i costi sostenuti negli 8 periodi d’imposta precedenti l’ottenimento della privativa industriale (es. brevetto o registrazione del disegno). Un importante chiarimento riguarda il software protetto da copyright: per applicare questo meccanismo, non basta la creazione o l’uso del software, ma è necessaria la registrazione ufficiale presso la SIAE (o enti equivalenti), e il beneficio parte dal periodo d’imposta in cui avviene la registrazione.
Vecchio e nuovo Patent Box
Il vecchio Patent Box, in vigore fino al 2020, prevedeva un'esenzione del 50% dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali, inclusi marchi e know-how. Questo sistema spesso richiedeva l'attivazione di un ruling (accordo preventivo con il Fisco), una procedura lunga e complessa.
Il “nuovo” Patent Box (cost-based), introdotto nel 2021, ha cambiato radicalmente approccio:
- Premia i costi, non i redditi: Si basa sulla maggiorazione dei costi di R&S.
- Beni ammissibili ridotti: Sono stati esclusi i marchi d'impresa e il know-how (segreti industriali/commerciali), limitando l'agevolazione ai beni brevettati o giuridicamente tutelati.
- Nessun Ruling: Non prevede procedure di accordo preventivo, sostituite dalla facoltà di predisporre una "Documentazione Idonea" che protegge dalle sanzioni (penalty protection).
Le imprese che hanno validamente esercitato l'opzione per il vecchio regime (fino al 2020) possono continuare a fruirne fino alla scadenza naturale del quinquennio. Tuttavia, esiste la possibilità di transitare nel nuovo regime: l'opzione per il nuovo Patent Box comporta la revoca tacita del vecchio regime o la rinuncia alla procedura di ruling pendente, secondo precise modalità comunicative.
È possibile far coesistere i due regimi?
Sì, è possibile far coesistere i due regimi, ma solo se riguardano beni immateriali diversi e non complementari. Un’impresa può mantenere il vecchio Patent Box per i beni creati prima del 2021 e attivare il nuovo Patent Box per i nuovi beni immateriali creati a partire dal 2021.
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7. Evidenza del bisogno e conclusioni
l Patent Box è stato introdotto per rispondere a una necessità molto chiara: supportare le imprese italiane (e quelle estere che decidono di investire in Italia) nell’attività di ricerca e sviluppo (R&S), fondamentale per mantenere alta la competitività delle imprese, specie in un contesto internazionale sempre più competitivo. Secondo uno studio condotto dall'Ufficio Europeo dei Brevetti e riportato dalla rivista agendadigitale.eu, nel 2021, le domande di brevetti depositate in Italia sono aumentate del 6,5% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è stato significativo, considerando che l'anno precedente, influenzato dalla pandemia, aveva visto un incremento più contenuto. Nel 2020, infatti, l'incremento era stato solo del 3,4% rispetto all’anno precedente. Questo dato dimostra un chiaro orientamento delle imprese italiane verso l'innovazione.
Nel complesso, sono state presentate 4.919 domande di brevetto nel 2021, un numero record per l'Italia. Questo evidenzia come l’Italia non sia più in ritardo rispetto agli altri Paesi europei: la media dei Paesi UE nel 2020 ha visto un aumento delle domande di brevetto del 2,7%, inferiore rispetto all’Italia. A livello settoriale, l’Italia si distingue per l’alto numero di brevetti depositati nel settore automotive, che rappresenta quasi il 10% del totale delle domande, un dato legato alla forte presenza di grandi case automobilistiche nel Paese.
A livello regionale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte sono tra le prime 30 regioni europee per numero di brevetti depositati. Questi numeri riflettono un forte impegno delle imprese italiane nel campo della ricerca, con un crescente interesse per la protezione delle invenzioni. Questo scenario rende evidente che lo Stato deve intervenire per migliorare ulteriormente la competitività delle imprese, agevolando il percorso di innovazione e sviluppo.
Il Patent Box si presenta quindi come uno strumento strategico per favorire l'innovazione e la creazione di valore in Italia. In questo contesto, la riforma del Patent Box diventa ancora più rilevante, poiché offre un supporto fiscale diretto alle imprese che investono in R&S, con l’obiettivo di mantenere il know-how e l’innovazione all’interno del Paese.
Il nuovo Patent Box ha eliminato le lunghe e complesse procedure di ruling (accordo preventivo con il Fisco), ma ha introdotto oneri documentali rigorosi. L’impresa che intende accedere al beneficio deve predisporre una "Documentazione Idonea" per proteggersi dalle sanzioni in caso di controlli, una documentazione che richiede competenze tecniche specifiche. La normativa impone precise scadenze e l'apposizione della firma elettronica con marca temporale.
Per questi motivi, non solo gli esperti di settore, ma anche diverse voci autorevoli nel mondo economico, consigliano di affidarsi a società specializzate nella gestione di pratiche legate al Patent Box, come ad esempio SA Finance, che dal 1996 supporta le imprese italiane nel percorso di sviluppo e crescita, accompagnandole verso l’acquisizione di contributi pubblici di vario tipo.
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