Credito d’imposta R&S 2026: chi può accedere e quanto conviene

Nel 2026 resta attivo il credito d’imposta per ricerca e sviluppo destinato alle attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La misura è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, incluso il patent box, purché il beneficio complessivo non superi la spesa sostenuta.

A chi spetta

Il credito è rivolto a tutte le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza limiti legati a forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale. Restano escluse le imprese in procedure concorsuali o colpite da sanzioni interdittive.

L’accesso è inoltre subordinato al rispetto delle regole sulla sicurezza sul lavoro e degli obblighi previdenziali e assistenziali.

Attività e spese ammesse

L’agevolazione riguarda solo attività che presentano i requisiti tipici della R&S: novità, creatività, incertezza, sistematicità e possibilità di trasferire o riprodurre i risultati.

Tra i costi agevolabili rientrano le spese per personale, beni materiali, software, consulenze, materiali e contratti di ricerca extra-muros, nei limiti previsti. In alcuni casi è riconosciuta una maggiorazione del 150%, ad esempio per determinate spese di personale under 35 e per contratti con università, istituti di ricerca e start up innovative italiane.

Quanto vale il credito

Per le spese sostenute nel 2026, il beneficio è pari al 10% della base agevolabile, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro. Il credito non concorre alla formazione del reddito né della base IRAP.

L’utilizzo è previsto solo in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. Per accedere al beneficio servono due comunicazioni al GSE, una preventiva e una di completamento, oltre alla certificazione contabile e alla relazione tecnica asseverata.

Il caso pratico

Su 310.000 euro di costi agevolabili sostenuti nel 2026, la base di calcolo può salire a 352.500 euro per effetto delle maggiorazioni previste. In questo caso, il credito d’imposta arriva a 35.250 euro, con un risparmio dell’11,37%.

Se sugli stessi costi si può applicare anche il patent box, in modo tale da ottenere un beneficio cumulativo frutto di più agevolazioni.

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