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Investimenti 4.0 in crescita, nonostante la crisi

Sale la quota di investimenti innovativi finanziati dalla Nuova Sabatini, e il decreto aiuti potenzia i bonus su formazione e software.

Il nuovo decreto aiuti ha appena potenziato le aliquote per il bonus sulla formazione 4.0 e per l’acquisto di software e con la prossima legge di bilancio si punta a rinnovare profondamente il piano, puntando di più sugli investimenti in ambito energetico. In questo momento comunque un termometro fedele dell’impegno dell’industria nell’ammodernamento di macchinari e impianti è rappresentato dai finanziamenti agevolati della misura “Nuova Sabatini”. Da un’elaborazione del Sole 24 Ore, sulla base dei dati del ministero dello Sviluppo economico e di Assilea (l’associazione italiana del leasing), emerge che tra 2021 e inizio 2022, in piena pandemia, il 70% delle operazioni è stato dedicato al rinnovo dei macchinari funzionali al processo di digitalizzazione e il 30% a investimenti in beni strumentali tradizionali.

Ha progressivamente dato effetti la maggiorazione del contributo statale che viene riservata agli investimenti a più alto contenuto innovativo: un differenziale del 30 per cento a favore delle spese 4.0.

Nel 2020 le prenotazioni per investimenti ordinari della Nuova Sabatini sono arrivate a poco meno di 2,7 miliardi di euro contro 2,8 miliardi della cosiddetta “Tecno-Sabatini 4.0”, per un totale di circa 5,5 miliardi. Lo scorso anno si è chiuso con 9,9 miliardi di prenotazioni per operazioni 4.0 rispetto a 4,2 miliardi per investimenti ordinari. Sommando il 2021 e la prima parte del 2022, si ottiene il 70% targato 4.0 a fronte del 30% per investimenti ordinari.

Nel decreto aiuti approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri è entrato un potenziamento delle aliquote del credito di imposta per la formazione limitatamente alle Pmi (70% per le piccole imprese e 50% per le medie) e l’innalzamento dal 20% al 50% del beneficio per l’acquisto di software 4.0.

Sono rimasti invece fuori dal D.L. altri cambiamenti allo studio, rinviati probabilmente alla legge di bilancio, cioè la riorganizzazione del piano per dare più spazio agli investimenti funzionali alla transizione energetica e l’incremento per il 2023-2025 anche dei crediti d’imposta che si applicano all’acquisto di beni strumentali materiali 4.0 (l’ex “iperammortamento”).

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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