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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: Manuale di Frascati “inefficace” fino al 2019

Gli atti di recupero emessi con riferimento al credito d’imposta ricerca e sviluppo sono illegittimi se fanno riferimento al Manuale di Frascati – almeno sino al 2019 – e se le contestazioni tecniche non risultano avvalorate dal parere del MiSE.

Queste alcune delle motivazioni contenute nella decisione della Ctp di Bologna, che confermano l’interpretazione fornita sul tema da una quota rilevante della giurisprudenza.
E questo mentre il decreto aiuti ter sposta dal 30 settembre al 31 ottobre la scadenza per il riversamento spontaneo del credito.

Il casus riguarda una società alla quale era stata contestata per il 2018 l’esistenza del credito, in quanto l’attività svolta non avrebbe avuto i requisiti richiesti dalla disciplina, alla luce del Manuale di Frascati.

La Ctp ha accolto il ricorso della società sulla base di diverse motivazioni: in primo luogo, la traduzione in italiano del Manuale è stata autorizzata dall’Ocse solo nel dicembre 2021, quindi in un momento successivo al sostenimento delle spese da parte della società istante; inoltre, il Manuale di Frascati non compare nella normativa antecedente alla legge 160 del 2019 (art.1, comma 200), in vigore per le spese sostenute dal 2020 in poi, né viene citato da alcuna prassi amministrativa riferita al beneficio prima del 2019.

Decisiva risulta infine la mancata richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate di un parere tecnico al MiSE.
Non appare quindi condivisibile il concetto che sia meritevole del bonus solo l’innovazione per l’intero settore di appartenenza, essendo sufficiente che si tratti dell’ottenimento di conoscenze e capacità non disponibili in  precedenza.

Pertanto il credito d’imposta in questione è stato legittimamente compensato.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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