Smart working e sicurezza sul lavoro

(Per il bando Smart Working di Regione Lombardia, modificato a causa dell’emergenza sanitaria, si veda QUI).

Un documento prodotto dall’Inail – dal titolo “Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile ai sensi dell’art. 22, comma 1, L. 81/2017” – segnala come gli obblighi di informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile nei confronti dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) possono essere assolti in via telematica.

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • la normativa in materia di sicurezza sul lavoro;
  • i comportamenti di prevenzione richiesti allo smart worker;
  • le indicazioni per lo svolgimento delle attività in vari ambienti di lavoro;
  • la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Nel documento Inail sono riportati i comportamenti di prevenzione generale richiesti allo smart worker:

  • cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali;
  • non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi;
  • individuare, secondo le esigenze connesse alla prestazione stessa o alla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e adottando principi di ragionevolezza, i luoghi di lavoro per l’esecuzione della prestazione lavorativa in smart working;
  • in ogni caso, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza o per quella dei terzi.

Sono inoltre riportate le indicazioni che il lavoratore è tenuto ad osservare per prevenire i rischi per la salute e sicurezza legati allo svolgimento della prestazione in modalità di lavoro agile. Ci soffermiamo sulle indicazioni relative agli ambienti di lavoro.

Ambienti indoor privati; queste sono le raccomandazioni generali per i locali:

  • le attività lavorative non possono essere svolte in locali tecnici o locali non abitabili (ad es. soffitte, seminterrati, rustici, box);
  • adeguata disponibilità di servizi igienici e acqua potabile e presenza di impianti a norma (elettrico, termoidraulico, ecc.) adeguatamente manutenuti;
  • le superfici interne delle pareti non devono presentare tracce di condensazione permanente (muffe);
  • i locali, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d’uso e, a tale scopo, devono avere una superficie finestrata idonea;
  • i locali devono essere muniti di impianti di illuminazione artificiale, generale e localizzata, atti a garantire un adeguato comfort visivo agli occupanti.

Sono riportate anche le indicazioni per l’illuminazione naturale ed artificiale, e per l’aerazione naturale ed artificiale.

Benchè in questo momento di rischio contagio COVID-19 sia improbabile la scelta di ambienti esterni per le attività in smart working, segnaliamo che l’informativa riporta anche le indicazioni relative allo svolgimento di attività lavorativa in ambienti outdoor.

Rimandiamo alla lettura integrale del documento (download QUI) che riporta ulteriori raccomandazioni su chi eventualmente si trovasse ad operare in ambienti esterni. Il documento segnala anche raccomandazioni relative all’utilizzo in sicurezza delle attrezzature/dispositivi di lavoro, al corretto utilizzo degli impianti elettrici e al rischio incendi.

(Fonte: puntosicuro)

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