Regione Lombardia pubblica i criteri generali per l’introduzione del rating di legalità nei bandi

Il rating di legalità è un indicatore sintetico del rispetto, da parte delle aziende, di elevati standard di legalità che si traducono, ad esempio, nel possesso di requisiti di moralità, nell’adozione di comportamenti trasparenti, nell’adesione a codici etici di autoregolamentazione, nella presenza di forme di responsabilità sociale d’impresa e, in generale, nel grado di attenzione riposto nella gestione corretta e trasparente del business.

Rilasciato dall’Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato (AGCM), consiste nell’attribuzione – alle aziende in possesso dei requisiti previsti – di un punteggio compreso tra un minimo di una e un massimo di tre stellette; ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta dell’impresa interessata.

Del rating di legalità si tiene conto nei procedimenti di assegnazione di finanziamenti e contributi di cui è Responsabile Unico di Procedimento un dirigente regionale, attuati tramite procedure automatiche o valutative o negoziali, finalizzate alla concessione di benefici sotto forma di credito d’imposta, bonus fiscale, concessione di garanzia, contributo in conto capitale o in conto interessi, finanziamento agevolato.
Le imprese destinatarie di tali benefici devono avere sede operativa nel territorio nazionale, fatturato minimo di 2 milioni di euro nell’esercizio precedente alla richiesta di rating e iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni.

In occasione della concessione di finanziamenti e contributi, viene previsto almeno uno tra i seguenti sistemi di premialità nei confronti delle imprese in possesso del rating:

  • preferenza in graduatoria;
  • attribuzione di un punteggio aggiuntivo;
  • riserva di una quota delle risorse finanziarie allocate.

(Fonte: Regione Lombardia)

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