Nuova Sabatini, Guida alla scoperta e all’utilizzo

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La Sabatini: cosa è e perché è "nuova"

Il funzionamento della Sabatini 2020 e le novità adottate nel 2019

Nuova Sabatini: il funzionamento dell'agevolazione

Beni agevolabili: quasi sono i beni ammissibili e quali no

Sabatini: la "filiera" dell'agevolazione e i requisiti dell'investimento

Sabatini: a quanto ammonta il contributo statale

Sabatini: la presentazione della domanda

Investimenti "ordinari" e "digitali": le variazioni del contributo

Nuova Sabatini: numero di domande per impresa, regime "de minimis" e cumulabilità 

Sabatini: il valore aggiunto di ricorrere a una società di consulenza

La nuova Sabatini in poche righe...

 

CAPITOLO 1. LA SABATINI: COSA E’ E PERCHE’ E’ “NUOVA”

 

Viene chiamata “Nuova Sabatini” e rappresenta una delle agevolazioni per le imprese più importanti dell’intero panorama nazionale. Il termine “nuova” potrebbe essere fuorviante perché, in realtà, questa agevolazione ha una storia molto significativa e per scoprirne la genesi è necessario tornare negli anni 60, in pieno boom di ricostruzione post bellico. Arnaldo Sabatini era un sindacalista e un operaio originario dell’Emilia Romagna, che divenne deputato negli anni 60 nelle file della DC e proprio alla sua azione politica si deve la legge che porta il suo nome. L’anno esatto di nascita di questa agevolazione è il 1965 e riguardava “l’acquisto di nuove macchine utensili”. E’ necessario calarsi nel periodo per capire la misura: la legge serviva per spingere le imprese italiane, soprattutto le piccole imprese che sarebbero diventate la colonna vertebrale del sistema economico nazionale, ad investire in macchinari nel boom degli anni in cui si visse il miracolo economico italiano e si gettarono le basi per il futuro. Oggi tale legge, che negli anni è stata rifinanziata più volte ed è giunta senza interruzioni fino a noi (non esiste un caso simile in tutta la legislazione italiana di settore, avendo ormai la Sabatini superato i 55 anni di attività), ha ancora lo stesso scopo: spingere le imprese ad investire e rinnovare il proprio parco macchinari. Rispetto al 1965 sono radicalmente cambiati gli scenari, ma l’utilità di questa misura agevolativa è rimasta integra: lo Stato premia con un contributo economico significativo quelle imprese che hanno il coraggio (e il bisogno) di acquistare beni strumentali nuovi per provare a vincere le sfide del mondo economico odierno: ieri si chiamava velocità ed efficienza, oggi si chiama innovazione, ma il significato non cambia di molto. Proprio per questo significato la misura è arrivata fino ai giorni nostri.

 

CAPITOLO 2. IL FUNZIONAMENTO DELLA SABATINI 2020 E LE NOVITA’ ADOTTATE NEL 2019

 

La longevità dell’agevolazione ha portato, come è normale che sia, una serie di modifiche nel corso degli anni. In termini più recenti, le novità introdotte sulla legge nuova Sabatini, ovvero l’agevolazione che permette alle imprese di ottenere un significativo beneficio fiscale se investono in beni strumentali nuovi per funzionali all’attività d’impresa, hanno come base normativa la circolare 296976 del luglio 2019, che illustra e ridisegna leggermente le modalità di accesso al contributo e alcuni estremi dell’agevolazione. In particolare le novità introdotte a luglio 2019 sulla nuova Sabatini riguardano:

  • L’erogazione del contributo in un’unica soluzione per quei finanziamenti il cui importo non supera i 100 mila euro. La modifica vale per le domande presentate all’istituto di credito a decorrere dall’1 maggio 2019.
  • L’aumento del tetto di contributo per la singola impresa, passato dai precedenti 2 agli odierni 4 milioni di euro. Qualora l’impresa avesse presentato domanda di contributo (dall’1 maggio 2019) con la “vecchia” modulistica e qualora il contributo (al tempo fissato in un massimo di 2 milioni di euro) dovesse superare i 2 milioni di euro, non è necessario che le imprese presentino una nuova domanda (la misura di modifica è quindi retroattiva).
  • Semplificazione della domanda di contributo, utilizzando la piattaforma informatica del Ministero, attraverso la produzione di tre documenti: dichiarazione di ultimazione dell’investimento, richiesta unica di erogazione e richiesta di pagamento.

Nel 2020, per mezzo dei  decreti attuativi alla legge di Bilancio riguardanti la Nuova Sabatini, che la stessa legge ha rifinanziato per il 2020, confermando un’azione agevolativa per le PMI che ha una straordinaria longevità se si considera che la primissima legge (a firma del deputato Arnaldo Sabatini) risale al 1965, altre novità sono state introdotte. Nei decreti attuativi, infatti, vengono inserite nuove percentuali di contributo per alcuni territori che si trovano nel sud della nazione e una nuova percentuale di contributo per l’acquisto di beni a basso impatto ambientale.

 

CAPITOLO 3. NUOVA SABATINI: IL FUNZIONAMENTO DELL’AGEVOLAZIONE

 

La “Nuova Sabatini” rappresenta lo strumento più conveniente e agevole per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane legato agli investimenti, permettendo in questo modo di andare a facilitare anche la possibilità di investire in macchinari nuovi, rinnovare di conseguenza i propri percorsi produttivi e ottenere un innalzamento della competitività sia sul panorama nazionale, che sul panorama e nel contesto internazionale e globale. L’agevolazione viene quindi rivolta a quegli investimenti mirati all’acquisto di beni strumentali, attrezzature, macchinari, impianti, tecnologie digitali, hardware e software (acquistati direttamente oppure acquisti tramite l’istituto del leasing). Vengono dunque ricompresi nell’agevolazione anche arredi e attrezzature (che rientrano nello stato patrimoniale), ma non materiali di consumo. A beneficarne possono essere soltanto quelle che vengono definite PMI, ovvero micro, piccole e medie imprese. Il presupposto per essere beneficiari dell’agevolazione è anche di natura formale: la regolare iscrizione negli appositi registri (imprese e pesca), il non trovarsi in situazione di liquidazione oppure nel corso di procedura concorsuale, non avere ricevuto dalla UE aiuti considerati illegali (o non averli rimborsati), non trovarsi in condizioni di difficoltà, avere almeno una sede operativa in Italia (alla conclusione dell’investimento) anche se la sede legale si trova in uno Stato estero, membro UE. Per quanto riguarda i settori produttivi che sono ammessi a questa tipologia di agevolazione va ricordato che in linea di massima sono ammessi tutti i settori, compresi quindi anche quello agricolo e della pesca, con uniche eccezioni il settore finanziario e assicurativo e tutte quelle attività che sono connesse “all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione”. Importante sottolineare che i fondi vengono prenotati a cadenza mensile, quindi l’azienda può presentare la domanda a valere sulla Nuova Sabatini in qualsiasi periodo dell’anno: una volta ottenuta la delibera di concessione, il contributo è certo, ad unica condizione che venga seguito scrupolosamente l’iter formale.

 

CAPITOLO 4. BENI AGEVOLABILI: QUALI SONO I “BENI” AMMISSIBILI E QUALI NO

 

Un beneficio fiscale a fronte dell’investimento in macchinari funzionali alle attività d’impresa: questo è il paradigma della Nuova Sabatini. La normativa specifica la tipologia di beni che possono essere agevolati, definendo alcune caratteristiche irrinunciabili di tali beni. In particolare:

  • I beni devono essere nuovi. Non sono ammissibili a finanziamento beni usati, anche se rigenerati e resi nuovamente funzionali.
  • I beni non devono essere riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti, quindi devono essere acquistati nuovi.
  • I beni ammissibili devono essere riferiti a immobilizzazioni materiali per “Impianti e macchinari” “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. In ogni caso la voce di spesa deve essere classificabile nell'attivo dello stato patrimoniale (voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile).
  • I beni possono essere anche software e tecnologie digitali.
  • Nella rosa dei beni agevolabili non rientrano in nessun caso terreni e fabbricati.
  • I beni devono avere una propria “autonomia funzionale” (non è concessa l’agevolazione per componenti o parti di un bene).
  • I beni devono in ogni caso essere direttamente correlati e riconducibili all’attività svolta dall’impresa che presenta la domanda a valere sulla nuova Sabatini.

 

CAPITOLO 5. SABATINI: LA “FILIERA” DELL’AGEVOLAZIONE E I REQUISITI DELL’INVESTIMENTO

 

In termini bancari e economici, l’agevolazione legata alla nuova Sabatini altro non è che un abbattimento del costo del denaro, che si ottiene formalmente con un abbattimento dei tassi di interesse legati all’investimento. Per questo motivo non è un’agevolazione che riguarda un rapporto diretto fra Stato e impresa, ma prevede tre gradi di coinvolgimento: l’impresa che svolge l’investimento, l’istituto bancario che finanzia tale investimento e lo Stato che abbatte in forma significativa il tasso di interesse legato al finanziamento bancario. L’azione dello Stato è esercitata dal MISE, Ministero per lo sviluppo economico, mentre l’istituto bancario, per poter far parte della “filiera” della Sabatini deve avere aderito all’apposita convenzione siglata fra Ministero, Cassa depositi e prestiti e Associazione bancaria italiana. L’istituto è tenuto a concedere il finanziamento e lo Stato ne abbatte il costo del denaro. Per non rischiare di perdere questa preziosa opportunità, è necessario verificare che l’istituto di credito sia ricompreso nell’elenco dei soggetti autorizzati a inoltrare la domanda. Per questo il Ministero tiene (e aggiorna) una sorta di “albo” dei soggetti (istituti di credito o intermediari finanziari) abilitati. E’ in ogni caso consigliabile affidarsi ad una società di consulenza, sia per lo sviluppo della domanda, che per la ricerca dell’istituto di credito o dell’intermediario più conveniente in funzione dell’investimento e del finanziamento necessario all’impresa. Per quanto riguarda l’ammontare del finanziamento, non è necessario che l’impresa investa risorse proprie nell’acquisto del bene: l’investimento può essere anche interamente coperto dal finanziamento bancario classico, oppure anche da una formula di leasing. Tale finanziamento può anche essere coperto dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (fino all’80 per cento del totale del finanziamento). La durata del finanziamento, affinché questo sia agevolabile attraverso il ricorso alla Nuova Sabatini, non deve essere superiore ai 5 anni. Per quanto riguarda l’ammontare, invece, è prevista una soglia minima di 20 mila euro e una soglia massima di 4 milioni di euro (la soglia massima è riferita alla singola imprese, nel caso di imprese che facciano parte di gruppi). Per poter quindi fare domanda di agevolazione sulla Nuova Sabatini il finanziamento per l’acquisto di beni nuovi funzionali direttamente all’attività d’impresa deve essere compreso fra 20 mila euro e 4 milioni di euro. Finanziamenti di minore o maggiore entità non verranno tenuti in considerazione. Non solo. E’ importante specificare che il finanziamento non può essere acceso per varie attività fra cui anche l’acquisto del bene, proprio perché l’acquisto del bene strumentale è centrale rispetto all’agevolazione, ma deve essere utilizzato interamente per andare a far fronte agli investimenti ritenuti ammissibili. Per fare un esempio: non potrà accedere all’agevolazione l’impresa che accende un finanziamento di 1 milione di euro per l’acquisto di due macchinari, di cui uno nuovo e l’altro rigenerato, ma potrà accedere all’agevolazione l’impresa che accende due finanziamenti, di cui uno interamente dedicato al bene nuovo e limitatamente a quel finanziamento specifico. Si deve, in ogni caso, trattare di azioni di finanziamento nuove. Non è infatti possibile presentare domande di contributo su un leasing già attivato, ad esempio, anche se il bene oggetto dell’investimento non fosse ancora stato consegnato.

 

CAPITOLO 6. SABATINI: A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO STATALE

 

Non si tratterebbe di un’agevolazione se lo Stato non mettesse a disposizione un contributo per le imprese che ne fanno richiesta. Un contributo non significa che lo Stato paga il bene in toto, ma “contributo” significa che lo Stato, riconoscendo la bontà del passaggio di sviluppo di un’impresa, compartecipa a quel passaggio nell’interesse della competitività nazionale. Il contributo che viene concesso dal Ministero dello sviluppo economico a valere sulle domande della Nuova Sabatini è una percentuale di abbattimento sul tasso di interesse che l’istituto di credito ha applicato sul finanziamento che l’impresa ha ottenuto (di durata massima di 5 anni) per l’acquisto di un bene strumentale nuovo direttamente collegato all’attività d’impresa. In particolare il contributo abbatte di 2.75 punti percentuali la percentuale di interesse applicata dall’istituto di credito per tutti quegli investimenti che vengono ritenuti “ordinari” ovvero per quei beni che non rientrano nelle tecnologie digitali e nei sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Per questi ultimi (tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura) la percentuale di abbattimento sale al 3.575 per cento. E’ importante specificare che l’abbattimento da parte del Ministero dello sviluppo economico non si applica al tasso di interesse “fatto 100” il tasso stesso, ma si applica sulla percentuale di interesse così come applicata. Per fare un esempio: se un’impresa ha ottenuto un tasso di interesse al finanziamento di 3 punti percentuali, il contributo sulla Nuova Sabatini permetterà a quell’impresa di avere un tasso effettivo di 0.25 punti percentuali, ovvero la differenza risultante dal tasso applicato dall’istituto di credito (3 per cento) e la quota di tasso abbattuto dallo Stato (2.75 per cento). Qualora il tasso di finanziamento applicato dall’istituto di credito o dal mediatore finanziario fosse uguale al 2.75 oppure al 3.575 (a seconda che si tratti di investimenti ordinari o investimenti in tecnologie digitali), l’effetto di una domanda accettata a valere sulla Nuova Sabatini è il finanziamento a zero, quindi l’abbattimento totale del costo del denaro. In parole povere un “tasso zero”- Qualora, invece, il tasso applicato fosse inferiore a 2.75 o 3.575, l’impresa beneficiaria va addirittura a credito: non solo ha denaro a tasso zero, ma guadagna anche in termini di abbattimento di capitale (il delta di tasso fra quello applicato e quello abbattuto rappresenta un credito per l’impresa). La differenza dei due tassi di abbattimento (investimenti ordinari e tecnologie digitali) è frutto della legge 232 dell’11 dicembre 2016 che riconosce, anche sulla Nuova Sabatini, l’aumento dell’entità del contributo pubblico del 30 per cento per quegli investimenti che sposano i presupposti di industria 4.0, ovvero macchinari nuovi che sviluppano sistemi di interconnessione totale fra uomo, macchina e dato.  E’ eventualmente possibile, su questa tipologia di beni, acquisire un parere tecnico a priori da parte del Ministero per avere il quadro dettagliato e preciso dell’ammontare di contributo che il bene è in grado di generare sulla domanda di agevolazione. La maggiorazione del contributo arriverà al 100 per cento (quindi la quota di abbattimento del tasso arriva a 5.5 per cento) per una specifica categoria di investimenti: quegli investimenti innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

CAPITOLO 7. SABATINI: LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

 

L’agevolazione non avviene automaticamente, ma necessita di domanda da parte del candidato beneficiario, ovvero l’impresa che ha acquistato un bene nuovo attivando un finanziamento (minimo 20 mila euro, massimo 4 milioni di euro). L’istruttoria della pratica e la modulistica della domanda, oltre alla valutazione dell’investimento, sono normalmente affidate dall’impresa ad una società di consulenza che accompagna l’impresa stessa all’ottenimento del contributo (scopri i servizi SA Finance, società del gruppo SAEF di consulenza per quanto riguarda la Nuova Sabatini: https://www.safinance.it/finanza-agevolata/gestione-sabatini/). I passaggi di domanda del contributo prevedono che la piccola o media impresa presenti direttamente alla banca o all’intermediario finanziario (in ogni caso, all’ente di credito che concederà il finanziamento per l’acquisto del bene nuovo funzionale all’attività d’impresa) unitamente alla domanda di finanziamento anche la domanda di accesso all’agevolazione. In fase di presentazione della domanda l’impresa dovrà dichiarare di essere in possesso dei requisiti per accedere all’agevolazione (aderenza dell’investimento alla normativa, regolarità amministrativa dell’impresa candidata). Tali requisiti andranno attestati oltre che dichiarati. Se l’istituto di credito o l’intermediario finanziario riterrà corretta la domanda (sussistenza dei requisiti), trasmetterà al Ministero la stessa e prenoterà i fondi. Si tratta, infatti, di una prenotazione in quanto l’agevolazione viene concessa sia un funzione della correttezza della domanda, che in funzione dei fondi disponibili. A quel punto l’istituto di credito o l’intermediario finanziario, a fronte della conferma della disponibilità dei fondi da parte del Ministero, potrà erogare il finanziamento richiesto, trasmettendo la delibera di concessione e la documentazione di richiesta di contributo prodotta dall’impresa al Ministero. Sarà poi il Ministero a emettere il provvedimento di concessione del contributo trasmettendolo alle parti. A fronte della certezza proveniente dal Ministero (ma il contratto fra ente di credito e impresa può avvenire anche precedentemente), l’ente di credito attiverà il finanziamento, che verrà erogato in un’unica soluzione nel caso di finanziamento classico, oppure entro 30 giorni dalla consegna/data collaudo del bene nel caso di leasing. Sarà poi la PMI a richiedere il contributo finale. E’ importante specificare che il bando di contributo sulla Nuova Sabatini prevede lo sviluppo di un iter burocratico che comporta scadenze ben precise e da rispettare in maniera rigorosa: istituto di credito, impresa e Ministero sono dunque tenuti ad attenersi a tempistiche definite e indifferibili. Qualora questo non dovesse accadere, il contributo viene revocato. Per ognuna di queste scadenze è fatto obbligo produrre (redigere e verificare) precisa documentazione in funzione del rispetto di determinati schemi e modelli indicati dal Ministero.

 

CAPITOLO 8. INVESTIMENTI “ORDINARI” E “DIGITALI”: LE VARIAZIONI DEL CONTRIBUTO

 

Il contributo dello Stato a valere sulla Nuova Sabatini varia dal 2.75 punti percentuale a 3.575 punti percentuali, a seconda del bene a cui si riferisce il finanziamento: bene “ordinario” nel primo caso, “investimento digitale” nel secondo caso. La distinzione è molto netta: nel primo caso si tratta di beni che sono funzionali all’attività d’impresa ma non caratterizzano la sfera digitale della stessa, nel secondo caso si tratta di beni che vanno in direzione di industria 4.0, ovvero investimenti digitali volti all’interconnessione aziendale. Come anche per le altre agevolazioni in materia di industria 4.0, l’elenco completo dei beni è incluso nei punti 6 A e 6 B della circolare 14036 del 15 febbraio 2017 a firma del Ministero dello Sviluppo economico. Tuttavia, anche nel caso dell’acquisto di un bene fra quelli compresi nel precedente riferimento normativo, per ottenere la maggiorazione del 30 per cento del contributo (3.575 al poso di 2.75 per cento) dovranno sussistere alcune condizioni: controllo CNC o PLC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto delle istruzioni, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con altre macchine del ciclo produttivo o con la rete di fornitura, presenza di interfaccia macchina/uomo, perfetta aderenza ai parametri di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La normativa prevede, inoltre, che tali beni debbano rispecchiare almeno due delle seguenti tre caratteristiche: essere dotati si sistemi di tele  manutenzione, telediagnosi oppure controllo in remoto, essere dotati di sistemi  (appositi set di sensori) di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo, ricalcare il modello cyberfisico. Qualora i beni non siano dotati di tali caratteristiche e l’impresa li abbia presentati al Ministero come beni digitali, è esclusa anche la loro ammissione a finanziamento come investimenti ordinari nella stessa domanda. Per ottenere il contributo come investimento ordinario, l’impresa dovrà redigere una nuova domanda, rispettando tutte le caratteristiche formali di ammissibilità (investimento iniziato dopo la presentazione della domanda).

 

CAPITOLO 9. NUOVA SABATINI: NUMERO DI DOMANDE PER IMPRESA, REGIME “DE MINIMIS” E CUMULABILITA’

 

Uno dei vantaggi di questa linea di contributi alle imprese è che la singola impresa può presentare anche più domande di agevolazione, a condizione che si riferiscano ad investimenti diversi e in ogni caso ammissibili dalla normativa. L’investimento, in ogni caso, non può essere frazionato su più beni, anche se quei beni sono ammissibili. La regola dice: un bene, un finanziamento, una domanda di contributo, con la possibilità di moltiplicare questa formula “n” volte per ogni impresa. E’ anche fatto obbligo alle imprese, se intendono accedere al contributo, di presentare una domanda per ognuna delle sedi operative dell’impresa stessa (non è possibile inoltrare una domanda cumulativa per più beni operativi in più sedi, ma ognuna delle sedi sarà tenuta a presentare una domanda). L’impresa beneficiaria del contributo, pena il decadimento del contributo stesso, sarà tenuta a ultimare l’investimento entro e non oltre 12 mesi (un anno solare) dalla data di stipula del contratto di finanziamento. E’ importante specificare che il contributo è calcolato su un finanziamento riferito all’investimento, al netto dell’IVA poiché la stessa, trattandosi di beni nuovi funzionali all’attività d’impresa, non rappresenta un costo per l’impresa. Per quanto riguarda il “regime” dell’aiuto, essendo un contributo “in conto impianti” l’agevolazione non rientra nel regime “de minimis” ed è cumulabile con altri aiuti di Stato. Questa seconda affermazione, significa che l’investimento può essere fatto valere su diverse linee di richiesta di contributo. In ogni caso il valore del contributo cumulato non dovrà superare il 20 per cento del valore complessivo dei costi ammissibili per le micro e piccole imprese e il 10 per cento del valore complessivo dei costi ammissibili per le medie imprese. Non partecipando alla genesi del cumulo in termini di aiuti di Stato, sullo stesso bene la Nuova Sabatini può essere quindi richiesta anche se si sono già richiesti superammortamento, credito imposta beni 4.0 (ex iperammortamento) e credito imposta Ricerca e Sviluppo.

 

CAPITOLO 10. SABATINI: IL VALORE AGGIUNTO DI RICORRERE A UNA SOCIETA’ DI CONSULENZA

 

Nell’ambito delle agevolazioni statali, un’impresa pensa spesso erroneamente di poter “fare da sola” attraverso il ricorso a risorse proprie e interne. Ferma restando la professionalità di queste risorse, mai come in questo caso vale la regola di “a ciascuno il suo mestiere”. Il rischio, infatti, è quello che l’impresa, preso atto della documentazione di domanda e della necessità di studiare a fondo normativa e (continue) variazioni, faccia naufragare il progetto per ottenere il finanziamento perché troppo macchinoso e complicato. Se infatti si tiene conto che le imprese che possono ambire alla Sabatini sono micro, piccole e medie imprese e che quindi non dispongono di uffici studi adeguatamente preparati a svolgere questo ruolo, il personale amministrativo non soltanto non disporrà delle competenze necessarie per lo sviluppo di una domanda di finanziamento, ma dovrà altresì investire moltissimo tempo, che, trasposto in termini economici, è sicuramente superiore alle competenze richieste da una seria società di consulenza. SA Finance, ad esempio, sulle pratiche di finanziamento della Nuova Sabatini affianca l’impresa candidata al contributo per tutto il corso del bando (i 5 anni di finanziamento) dalla fase iniziale di verifica dell’ammissibilità alla fase finale di rendicontazione, contemplando tutte le scadenze in queste due fasi comprese. Dapprima la società illustra, esplicita e spiega accuratamente il bando e i suoi vantaggi, con la possibilità di incrociare, sullo stesso investimento anche altre agevolazioni pubbliche (non trattandosi di regime “de minimis” la Sabatini è cumulabile con altre linee di contributo alle imprese). Vengono valutati tutti i requisiti (dell’impresa e del bene da acquistare) in fase preventiva alla domanda, viene ricercato insieme all’impresa l’istituto di credito o l’intermediario finanziario che può offrire migliori condizioni (in questo caso l’indipendenza di una società di mediazione come SA Finance rappresenta un grande valore aggiunto). Solo a quel punto viene predisposta la domanda e vengono gestiti i rapporti con tutta la filiera del contributo. La società curerà anche altri aspetti strategici per portare a buon fine il contributo: la raccolta della documentazione di rendicontazione, il monitoraggio costante della pratica, le comunicazioni con il Ministero, la verifica della correttezza dei documenti emessi dai fornitori, l’invio di tutta la documentazione richiesta dal bando (a cadenza annuale) e la gestione di ogni problematica che potrebbe sorgere work in progress. Ben si capisce che per svolgere questa mansione è necessario avere piena famigliarità con il tema della finanza agevolata e che qualsiasi ufficio amministrativo di una piccola e media impresa, sarebbe fortemente in difficoltà, con relativo onere (economico e operativo) di risorse umane impegnate in attività non ordinarie.

 

LA NUOVA SABATINI IN POCHE RIGHE…

 

Nella storia degli aiuti di Stato alle imprese, la Nuova Sabatini è l’agevolazione italiana più longeva, avendo radici negli anni 60 del secolo scorso. L’agevolazione prevede un contributo in conto interessi di 2,75 punti (investimenti “ordinari”) in 5 anni e di 3,57 punti in caso di beni 4.0 (investimenti “digitali”) su finanziamento o leasing finalizzati all’acquisto di beni strumentali nuovi destinati all’attività d’impresa. Per investimenti inferiori a 100 mila euro il contributo verrà erogato in un’unica soluzione. L’agevolazione Sabatini è applicabile per investimenti da un minimo di 20.000 euro fino a 4milioni di euro. L’agevolazione è rivolta unicamente alle micro, piccole o medie imprese che operano sul territorio italiano. La domanda di contributo, per la quale è sempre consigliabile rivolgersi ad una società di consulenza, viene presentata congiuntamente alla richiesta di finanziamento (classico o leasing) ad un istituto di credito o intermediatore finanziario autorizzato. La Nuova Sabatini non insiste sul cumulo del regime “de minimis” e non è considerato aiuto di Stato. E’ in questo modo cumulabile con altre agevolazioni: lo stesso bene può quindi essere fatto valere su linee di aiuto pubblico diverse. Alla luce dei tassi di interesse applicati da istituti di credito e intermediatori finanziari negli ultimi anni, rappresenta la migliore agevolazione sul mercato per chi ha necessità di acquistare beni nuovi strumenti all’attività d’impresa. E’ possibile scoprire il potenziale contributo sul tuo investimento dal nostro “calcolatore” del contributo Sabatini on line: https://www.safinance.it/finanza-agevolata/calcola-contributo-sabatini/

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