Da Brescia una “road map” per la ripartenza

In un documento di 12 pagine inviato al capo del Governo la Camera di Commercio di Brescia sintetizza la rotta per uscire dalla crisi; durissima, soprattutto in Lombardia, regione in cui rispetto alle tendenze rilevate ante Covid-19 vengono stimati mancati ricavi tra gli 80 e i 182 miliardi nel biennio 2020-2021, con effetti severissimi anche per Brescia.

Secondo la CDC di Brescia vanno evitati interventi “a pioggia”. Occorre progettare e attivare azioni strutturali, definite con chiarezza per far ripartire tutte le imprese, a prescindere dalla loro dimensione.

La prima urgenza è legata alla liquidità, per garantire il pagamento di stipendi e fornitori nel periodo marzo-luglio attraverso prestiti a 18/24 mesi garantiti integralmente dal Fondo Centrale di Garanzia.
Si auspica inoltre un fondo aggiuntivo da un miliardo riservato alle Pmi e sezioni speciali del Fondo di Garanzia dedicate alle zone d’Italia più colpite dal virus.

Rapidità e semplicità delle procedure sono le variabili chiave per ogni azione prevista, con l’auspicio di misure ad hoc e finanziamenti agevolati a 30 anni attraverso interventi di Cdp e Fei; così come la creazione di un fondo di investimento immobiliare che faciliti per l’industria operazioni di sale&lease back, altro schema in grado di liberare liquidità.

Ampio il ventaglio di richieste all’interno del capitolo fiscale: dalla sospensione dei versamenti per imposte, tasse, contributi e tributi locali di prossima scadenza sino al 31 dicembre 2020 all’innalzamento al 90% degli incentivi fiscali per l’esecuzione di opere di riqualificazione; dalla rimodulazione dei tributi locali sulla base degli effettivi giorni di lavoro dell’azienda alla sospensione degli avvisi bonari e per le rate già in corso.

Ma secondo la dirigenza della Camera di Commercio occorre anche provare a guardare oltre, mettendo in pista un grande progetto che possa sostenere consumi e investimenti, principali traini per la futura ripresa. Grandi opere, prestiti assistiti da garanzie di Stato, rilancio del Green Deal già progettato dall’Europa sono alcune delle proposte. A cui si aggiunge il suggerimento di dimezzare le aliquote Iva per sei mesi.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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