Coronavirus: la risposta delle istituzioni europee

Il coronavirus si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa, e le iniziative anti-contagio messe in campo dai singoli stati sembrano non bastare più.

Il rapido aumento dei casi di infezione e la decisione di non sospendere – almeno per ora – il trattato di Schengen per quanto riguarda la libera circolazione sul territorio dell’Unione, impongono la necessità di trovare soluzioni condivise al problema.
Ecco allora che la Commissione europea ha annunciato l’attivazione di un nuovo pacchetto di risorse per affrontare, prevenire e contenere il virus COVID-19 a livello globale.
Il pacchetto consiste in 232 milioni di euro, parte dei quali verranno stanziati subito in diversi settori, mentre la restante parte verrà distribuita nei prossimi mesi.
In particolare:

  • 114 milioni di euro andranno a sostegno del piano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la preparazione e la risposta all’emergenza nei paesi con sistemi sanitari deboli e resilienza limitata;
  • 15 milioni di euro sono destinati all’Africa per sostenere la rapida diagnosi e la sorveglianza epidemiologica;
  • 100 milioni di euro finanzieranno la ricerca su temi urgenti legati a diagnosi, terapia e prevenzione, soprattutto nell’ambito dell’IMI – Innovative Medicines Initiative, il partenariato tra l’UE e l’industria farmaceutica;
  • 3 milioni di euro andranno infine al Meccanismo Unionale di Protezione Civile per il rimpatrio dei cittadini europei da Wuhan.

La Commissione aumenterà anche l’assistenza ai singoli Stati membri, in particolare a quelli in cui la sanità pubblica è meno efficiente. Alla luce dei recenti sviluppi in Italia, le autorità del paese saranno affiancate da una missione congiunta di esperti dell’European Centre for Disease Prevention and Control e dell’OMS.

Sul fronte della ricerca, l’UE sta sostenendo un nuovo partenariato pubblico-privato da 90 milioni di euro per sviluppare un vaccino contro il coronavirus COVID-19; il finanziamento è stato annunciato poco dopo che l’Italia ha riportato un picco in casi confermati di infezione.

Tale somma verrà messa a disposizione attraverso l’Innovative Medicines Initiative, un partenariato tra l’UE e l’industria farmaceutica; 45 milioni saranno conferiti da parte di aziende farmaceutiche.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) afferma che è probabile un’ulteriore diffusione globale. La maggior parte dei casi in Europa è stata registrata in Italia, ma è particolarmente preoccupante il fatto che pochissimi di questi casi hanno collegamenti con viaggi verso o dalla Cina.

Oltre ai fondi per la ricerca, la Commissione sta erogando 114 milioni di euro all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per sostenere il suo piano di risposta globale, in particolare nei paesi con sistemi sanitari deboli e capacità di ripresa limitata. La Commissione spenderà inoltre 15 milioni di euro per la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica in Africa, attraverso l’Istituto Pasteur Dakar in Senegal. Altri 3 milioni sono stati assegnati ai voli di rimpatrio di cittadini dell’UE da Wuhan.

(Fonte: first.aster.it)

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