Brescia cresce e torna ai livelli pre-covid

Prima 93, poi 96, infine 102. Con una progressione costante che fa seguito a molti mesi di stasi le aziende bresciane superano il livello di attività pre-Covid (posto uguale a 100) e chiudono il primo trimestre 2021 in crescita dopo sei periodi consecutivi in rosso. L’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia mette in evidenza il trend di recupero.

Nel dettaglio, la produzione industriale rileva un aumento sul trimestre precedente del 4,8%, del 5,2% su base annua. Dopo aver toccato i minimi storici nel secondo trimestre dello scorso anno, i livelli produttivi realizzano un recupero (+21,5%) e anche le previsioni a breve termine sono positive. All’interno del campione analizzato, 250 realtà, le aziende che stimano un miglioramento della situazione nei prossimi tre mesi sono il 44% e una quota analoga prevede di mantenere i livelli attuali. Solo il 12%, invece, stima un calo dell’attività. Un forte rimbalzo della produzione è atteso dal trimestre estivo ed è legato al progresso della campagna vaccinale di massa sia in Italia che in Europa, in modo da contenere efficacemente la diffusione del virus. Una spinta alla crescita è prevista anche dall’impatto del programma Next Generation EU e dalle attese positive che questo genera tra le imprese.

Confortante anche l’indicazione sul livello medio di attività, con un tasso di utilizzo della capacità produttiva che si è attestato al 78%, in aumento rispetto alla rilevazione precedente (76%) e superiore a quello del primo trimestre del 2020 (68%).

Con riferimento alla dinamica congiunturale per settore, l’attività produttiva è aumentata: oltre la media nel comparto metallurgia (+9,4%), legno e minerali non metalliferi (+6,0%), chimico, gomma, plastica (+5,5%); sotto la media nell’alimentare (+3,9%), meccanica (+3,8%), sistema moda (+3,1%). I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti per il 69% delle imprese, con un incremento medio dell’11,2%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono aumentati per il 38% degli operatori, per una variazione media pari a +1,7%. Tra i fattori che limitano la produzione, le aziende hanno segnalato: per il 27% la domanda insufficiente a causa del Covid-19; per il 22% la scarsità di materie prime/macchinari; per il 5% la scarsità di manodopera.

(Fonte: Confindustria Brescia)

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